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martedì 18 giugno 2013

Destiny


Ok, respira piano. Non crearti aspettative che non possono essere soddisfatte. Uno sparatutto che pure se fosse solo quello sarebbe una figata assurda, che però è anche un MOORPG, con fortissimi elementi di gdr, inventari, loot e Istance alla world of warcraft... ok smettila di respirare piano come un coglione e trattieni il fiato fino al 2014. Prima di andare in embolia polmonare ti prego almeno si preordinare la nuova Playstation.


Semplicemente: il motivo per cui comprerò una console di nuova generazione.

MM

martedì 11 giugno 2013

Eisner Best Continuing Series - 1 The Manhattan Projects



Ho deciso di parlarvi dei candidati all'Eisner di quest'anno nella categoria Best Continuing Series, alla fine delle recensioni vediamo se ne abbiamo tirato fuori qualcosa.

Nominee for Best continuing series (o anche premio Image Comics):

Fatale, by Ed Brubaker and Sean Phillips (Image)
Hawkeye, by Matt Fraction and David Aja (Marvel)
The Manhattan Projects, by Jonathan Hickman and Nick Pitarra (Image)
Prophet, by Brandon Graham and Simon Roy (Image)
Saga, by Brian K. Vaughan and Fiona Staples (Image)


Per quanto la graphic novel si sta drasticamente imponendo sulla serie regolare, io continuo a preferire le mie ventiquattro tavole al mese, e in realtà le nomination a questi Eisner Award mettono d'accordo un po' tutti. E' indubbio che il seriale stia cambiando, ma penso lo stia facendo per evolversi. Sempre di più il tratto naif delle graphic novel sta entrando anche nelle major americane e, come stavamo dicendo, la categoria best continuing stories di quest'anno lo dimostra alla grande. Insieme al segno anche le storie iniziano ad avere un retrogusto intimista (vedi Hawk Eye). E' un bene? E' un male?
Secondo me semplicemente così è, ma vediamo assieme.

The Manhattan Projects:


[DISCLAIMER: in questo pezzo viene fatto un uso spropositato della parola graphic novel 
senza chiedere scusa ogni volta per il termine improprio, denigratorio ecc...]

 Amo leggere, amo leggere fumetti, amo leggere fumetti scemi in cui ci si mena tutto il tempo. Quando leggo fumetto popolare me lo godo davvero e, senza ombra di vanagloria, ma in totale onestà, penso: potrei scriverlo anche io. Magari peggio, ma ci riuscirei, fanculo la modestia, in parte già lo faccio. Mi capita anche di leggere graphic novel... quando vivi a casa con uno che le fa è inevitabile. In questo caso però le mie reazioni sono varie.

1- Belli i disegni, una sintesi invidiabile, certo che se poi capissi che cazzo significa la storia sarei davvero contento.

2- Ma davvero pensa di fregare qualcuno? Va bene la sintesi, ma se non sai disegnare scrivi un romanzo.

3- Mi ha fatto davvero schifo, ma ci sto pensando da una settimana. Sarà voluto? Mi doveva fare proprio così schifo?

4- Certo che... se a un certo punto si scopriva che poteva davvero correre cinquemila chilometri al secondo, era meglio.

Però una cosa rimane. Quando leggo graphic novel alla fine posso solo pensare: sta roba non la riuscirei a scrivere mai in nemmeno diecimila anni. E' una verità irrevocabile, mi manca la sensibilità, la raffinatezza, il gusto e, a essere sincerissimo, anche molto la voglia o l'intenzione. Però da scrittore è affascinante trovarsi davanti a qualcosa di irriproducibile per proprio conto. Per spiegarci, quando leggo il Batman di Snyder, sono felice come una pasqua, mi godo i rovesci di trama, le didascalie, i colpi di genio narrativi, ma sono anche sicuro che quel che ci divide è solo (dici poco) una sterminata conoscenza del media fumetto e una professionalità costruita negli anni. A tutto ciò il tempo può porre rimedio. Al fatto che secondo me un uomo in giacca e cravatta fa per forza di cose il killer e secondo Stefano Simeone invece e un impiegato, non c'è rimedio. Due campi da gioco diversi, proprio due sport diversi, due mondi a sè stanti... o forse no, forse i due mondi hanno iniziato a collimare e i loro figlioletti mezzosangue sembrano essere davvero come quei bastardi che vivono più a lungo e sono forti come tori.

In breve, ed evitando di fare spoiler, The Manhattan Projects, scritto da Hickman, disegnato da Pitarra e colorato con incredibile gusto dal terzetto Peter, Bellaire, Rosenberg, parla dei progetti segreti che venivano seguiti dal gruppo del progetto Manhattan... no, non la bomba, quella era robetta di regazzini, qui si parla di porte dimensionali, robotica avanzata, incontri con alieni, viaggi... un'altra volta, non sulla Luna, su Marte!


La storia fa un grande uso dei flashback, realizzati dai coloristi con l'uso del solo blu e rosso.

Quando ho letto i primi dieci volumi di Manhattan Projects la mia reazione è stata diversa da tutto quello che mi era capitato in precedenza durante le mie letture. Quello che ho pensato è stato: Non sarei ancora capace di scrivere nulla di simile, ma è proprio la direzione in cui voglio andare. The Manhattan projects ha una storia fuori di testa, ma ha il pieno controllo della narrazione. Niente buoni e cattivi, niente avventura in senso canonico del termine, ma anche una trama chiarissima anche se inusuale e protagonisti complessi e indefinibili nella classificazione eroe/villain/antieroe, che però funzionano e con i quali i lettori (con un po' di preoccupazioni per la propria salute mentale) facilmente ad empatizzare. Per quanto la storia sembri pazzesca e avere nel cast Laika (il primo cane nello spazio) Enrico Fermi (che scopriamo essere un alieno) e Eisenhower (resistito alla morte riversando la sua memoria in un super computer) non è proprio da tutti, The Manhattan Projects torna ad utilizzare un mezzo, o meglio un ritmo, narrativo che personalmente amo e si stava iniziando a perdere. Gli albi della serie sono autonomi, finiti in se stessi appaganti. E in un mondo del fumetto in cui il peso (della storia) di ogni singolo paperback si fa sempre più esiguo, la narrazione sempre più frammentata e frammentaria, lo stile adottato da Hickman è una bella novità-ritorno alla normalità.
I disegni e le copertine di Pitarra e i colori del terzetto citato più su, chiudono il cerchio creando un alchimia  inaspettata fornendoci uno dei più riusciti esempi di fusion tra fumetto popolare e graphic novel.

Thruman gran capo massone non ha prezzo...

...certo che però Einstein badass non lo batte nessuno!

Direi di finire qui, torniamo sull'argomento nomination Eisner la prossima volta. Stay Tuned!

MM

 

domenica 9 giugno 2013

Pacific Niconico



Nicoletta è una mia coinquilina ed è anche una disegnatrice di grandissimo talento, l'altro ieri siamo andati a vedere l'anteprima di Pacific Rim insieme e sembra proprio sia piaciuto un sacco anche a lei!

MM

E3 Trailers


Un po' di trailer sparsi dall'E3 che è domenica e per la prossima settimana stiamo preparando grandi cose.
I trailer da E3 sono sempre quelli che ti fregano, grafica assurda e promesse di interazione universale, ma non fa male sognare per un po' prima di vedere gli in game trailer.

Destiny


Destiny è un po' un mistero ancora. Potrebbe essere il motivo per cui smetteremo di vivere la vita reale o il momento in cui la Bungie farà il suo primo errore. Io tifo tanto per perdere la mia inutile vita sociale e devo dire che i primi trailer sono a favore di questa teoria.

The Devil Within



I creatori del Resident Evil originale tornano al primo amore, un survivor horror che almeno con il trailer fa un grosso centro... io ho già scelto che non me lo comprerò mai. Dico in senso buono. Nel senso che col cavolo che ci gioco solo a casa.

Batman: Arkham Origins


Stefano, il mio coinquilino, ha perso la vista sui due capitoli precedenti. Quando a sbloccato uno dei primi obiettivi per xbox "Sei Batman", ha passato una settimana a imbruttirci come il pipistrello e a ricordarci che era il gioco ad avergli confermato di essere il vero cavaliere oscuro. Ho il vago sospetto che ad ottobre, all'uscita di Arkham origins dovremmo far mettere le inferriate alle finestre...

Deep down


Non se ne sa una minchia, ma il trailer non è una cinematic!!! Sembra che ci dovremmo aspettare robetta del genere dalle nuove generazioni...

Dark Souls 2


Alla fine ci casco sempre, compro il nuovo capitolo di Dark Souls perché è difficilissimo, ma io ho deciso di impegnarmi, non mi spaventa morire ogni due minuti... sono morto, ma vado avanti... cazzo sono morto di nuovo... basta, metto su qualcos'altro, sto tutorial è troppo complicato.

Thief


Ho giocato a tutti gli altri capitoli di Thief, qualcuno dirà che nel look assomiglia troppo ad Assassin's Creed e che gli archi avrebero anche iniziato a rompere il cazzo, ma vi assicuro che sembrereste solo stupidi quanto quelli che dicevano che John Carter era troppo simile a Superman. Per il resto che dire... non si vede una minchia e posso solo sperare abbiano ripreso quelle meccaniche di gioco e le atmosfere che mi erano


venerdì 7 giugno 2013

Pacific Rim [Preview]


Oggi ho visto il futuro, ho visto 15 minuti del film che segnerà la nostra generazione.
Pacifc Rim è esattamente il contrario di quei film, grandissimi nel trailer, che poi si rivelano delle robette al cinema. Colori incredibili, una potenza visiva senza precedenti e un design più pulito di quanto avresti detto dai trailer.
Avevate dei dubbi: ricacciateli a calci in culo da dove sono venuti, non avete ancora mai visto nulla del genere su grande schermo. Del Toro ha preso quel che c'era di buono in Transformers e gli ha dato vita e coerenza. Le coreografie di lotta sono girate con attenzione, mostrando tutto, non si bara, non si sfoca per risparmiare.
I robot poi, sono belli, belli, belli, belli. Belli da: quando cazzo esce il merchandising che voglio l'action figure in scala 1 a 1!
E i mostri forse sono anche più convincenti, spaventosi, alieni, eppure terribilmente reali.
Mostri contro Robot, ma di che cazzo stiamo parlando.
Ah e poi c'è il protagonista che chiama i colpi gridandoli e ti scopri a urlare come un ragazzino insieme a lui: -ELBOW ROCKEEEET!!!-
C'è tutto quello che volevamo e anche di più, non riesco neanche a essere troppo lucido mentre scrivo, ma una cosa ve la dico; è tutto grande, grandissimo, enorme, grandioso.
Non vedo l'ora che arrivi, non vedo l'ora di andarlo a vedere per la quinta volta, ci voglio portare mio fratello, la mia ragazza, mia madre, mio padre. Già me lo vedo mio padre che fa: - E' di nuovo quel giorno in cui ho visto Guerre Stelari la prima volta.- ce lo vedo a confessare, per la prima volta, che finalmente il cinema ha tirato fuori qualcosa che può far concorrenza, o meglio affiancarsi senza complessi, a quello che faceva il cinema ai tempi suoi.
Dio manca troppo all'uscita!

MM

P.S.
Abbiamo visto una piccola parte del combattimento a Hong Kong, cinque minuti di legnate che levati e, un buffo omino con gli occhialetti che parlava un inglese cantilenato da spagnolo, ci ha avvertito che quella scena nel film dura 25 minuti. Guillermo del Toro sei il mio nuovo Dio... Dio manca troppo all'uscita!

lunedì 3 giugno 2013

NUOOO! Hanno chiuso Freaks and Geeks



Ok sono un pochino in ritardo. Tredici anni in ritardo. La verità però è che era Freaks nad Geeks ad essere in anticipo di 13 anni. Nel 2000 appare questa serie teen favolosa: retrò, vintage e con nostalgica verso gli anni 80 in una maniera incredibile. Il paradiso degli hipster. Solo che a quel tempo gli hipster non c'erano, non erano pronti, forse neanche degni e forse e stato meglio così, Freaks and Geeks non doveva avere successo; come i suoi protagonisti, sfigati e strambi, doveva fallire e, anche grazie al suo stesso fallimento, diventare il simbolo degli emarginati che voleva rappresentare.
La ricetta dell'insuccesso di Freaks and Geeks risiede in un cast clamoroso di attori giovanissimi, eccezionalmente bravi e soprattutto davvero geek-looking... e moh non rompete perché uso un termine inglese a cavolo. Tranquilli, l'ho inventato. Vale.
Comunque, dicevamo... mega cast:
Sulla sinistra i Freak: riconoscere James Franco bambino nella parte del ribelle e annaioato Daniel Desario, e poi c'è Marshall (ormai per me Jason Seagel è Marshall anche quando va a prendere il giornale ) che interpreta questo tenerissimo e impacciatissimo appassionato rocker che non è ribelle neanche un po'.
Ma è a destra, tra i Geek, che il casting ha fatto faville; infatti Sam e i suoi amici Neal e Bill, sono il vero cuore della serie, i veri sfigati.
La caratteristica principale che fa di Freaks and Geeks una serie perdente (ma perdente in una maniera tanto pura da essere uno spettacolo) è proprio che i suoi protagonisti non hanno mai la loro rivalsa. Se sei geek rimani geek. Alla fine dell'episodio non limoni con la cheerleader, alla fine dell'episodio il bullo della scuola ti mena di brutto, ma non importa perché è uscito il manuale di D&D Dei e Divinità e quindi... who "give a damn about reputation!" (come strilla Joan Jett nella sigla iniziale).
Freaks and Geeks era ed è un inno ai perdenti e riusciva ad esserlo in maniera totalmente sincera, fosse uscita oggi sarebbe stata un successo, ma sarebbe anche stata finta come le tette di Pamela.
[SPOILER]
Un piccolo esempio della grandezza della serie, e della bravura di Paul Feig alla sceneggiatura: Sam, il piccoletto con la polo nel gruppo dei Geek, riesce a uscire con una cheerleader (smettetela di vociare, lo so che ho detto che non c'è redenzione eccetra e avevo ragione: ascoltate), Sam esce con una bellissima cheerleader, la bacia entra nel gruppo dei fighi. Poi però si accorge di una cosa: essere fighi è noiosissimo, alle cheerleader non piace star wars, nè l'Atari nè i giochi di ruolo, quindi Sam fa una cosa fuori dal mondo: la molla.

Freaks and Geeks insegnava alla nostra generazione che si poteva essere sfigati, che era una cosa normale di cui non ci si doveva vergognare, anzi che c'era una certa nobiltà nell'esserlo. Pecato non essercelo meritato, peccato non sia durato neanche l'intera prima stagione.

MM 

P.S.
Judd Apatow era l'executive producer della serie, ha anche scritto un episodio... mi fa un po' incazzare quando i miei amici che hanno studiato cinema all'università parlano di Judd con la puzza sotto al naso, secondo la mia opinione di geek, Apatow è un cazzo di autore e un'executive della madonna, guardate Girls e poi tornate a riferire.



giovedì 9 maggio 2013

Avatar: The Legend of Korra [recensioni per rimettersi in paro 1]

La smetto di scusarmi che tanto lo sapete che siamo dei cazzoni e aggiorniamo il blog quando ce pare... quindi dritti al punto: tutta la roba che abbiamo fatto mentre non scrivevamo sul blog!

The legend of Korra


E' il seguito di The Last Airbender, famosa serie di Nickelodeon, trasformata in un film orripilante da Shamalacoso. La serie è ambientata in un mondo in cui una parte degli esseri umani ha la capacità di piegare alla propria volontà gli elementi, uno alla volta. Abbiamo quindi: firebender, earthbender, waterbender e i rarissimi airbender. Tra questi esseri speciali ne esiste uno più speciale degli altri, tipo che agli altri gli fa un culo come una casa perché lei/lui può piegare tutti gli elementi insieme al suo volere e non uno solo: questo essere è l'Avatar e l'Avatar di questa serie è Korra.

La storia che viene messa in campo per questa prima stagione ha una trama matura e intricata, a dispetto della giovane età del target Nickelodeon (anche se a ben pensarci hanno prodotto quel capolavoro assoluto di Rango!). Il cattivo con cui dovrà vedersela Korra è un uomo in grado di strappare il potere dalle mani dei Benders, un uomo che ha fondato una sorta di culto attorno all'idea che i benders siano una minaccia per il genere umano.



Il mondo creato attorno alle avventure di Korra è vivo e vibrante, dettagliato nelle sue meccaniche e... non so come metterla, ma hanno uno sport nazionale, i Benders, pure più fico del Quiddic!





Legend of Korra è stata una piacevole sorpresa in grado di incantare con una trama interessante e ricca di colpi di scena, ma soprattutto (lo sapete che sono un po' fissato) con delle coreografie di lotta clamorose!!!

Ce n'è qualcuna in questo video dalla terrificante colonna sonora...



MM