mercoledì 26 dicembre 2012

Kobo Glo



Fare regali è un arte.
Devi essere originale e saper stupire donando qualcosa di desiderato ma senza mostrare di saperlo.
Ma, cosa più importante, se il regalo è per qualcuno a te molto vicino (che so, tipo la ragazza tua), devi regalare qualcosa che piaccia pure a te. Perciò niente gioielli, soprammobili buffi, robe per la cucina (che risulteresti anche maschilista), cosmetici o altre amenità inutili. Individuare il punto di unione, la passione comune, e colpire lì.
Faccio un esempio, del tutto frutto della mia immaginazione. La mia ragazza è un accanita lettrice. I libri sono il suo pane quotidiano e leggere per lei è come respirare. Anche a me leggere piace. Perché mai dovrei allora regalarle uno sbrillocco che diciamocelo non serve a niente quando invece le potrei regalare un fighissimo eReader? Che poi lo faccio soprattutto per salvaguardare la foresta amazzonica e quei poveri alberi che sono il polmone verde del pianeta Terra. Rendo felice la donna e greenpeace. E anche il bambino cinese che si guadagna la sua ciotola di riso quotidiana.
Tronfio della mia scelta così altruistica mi rimane solo da scegliere quale eReader comprare.

Se non ci fosse la marca mica li distinguerei...


Il cerchio si stringe immediatamente su due prodotti. Da una parte l'osannato e famoso Kindle e dall'altra la new entry Koblo. Il primo è il figliol prodigo di Amazon, che può vantare la sconfinata libreria del sito inglese e il fatto di essere divenuto ormai uno status symbol. E se una volta era un oggetto un pelo proibitivo per offrire una sola funzione (quella di leggere, appunto) in un mondo sempre più multitasking, giunge a noi oggi molto ridimensionato nei prezzi, grazie soprattutto all'invasione dei tablet. Il Kobo invece è figlio del suo tempo e piomba sul mercato con l'intenzione di andare a pestare i piedi al numero uno inglese. E ci riesce decisamente bene. Stesso prodotto, stessi prezzi. E se da una parte il Kindle ha Amazon (che diciamolo, nella sua versione inglese è senza pari, ma in quella italiana mica è chissà chè) il Koblo ha Mondadori. Che in Italia mica è robetta (evitiamo discorsi politicizzati, please). Rimane allora di buttarci sulle specifiche tecniche. I due oggetto propongono diversi prodotti, che rientrano all'incirca nelle stesse fasce. Lettori base con schermi ink, lettori con schermi paperwhite/glo illuminati, e delle cagate a colori che non hanno nessun senso perché retroilluminati.
Ultimamente il Kindle ha tirato fuori anche una versione del suo paperwhite con il 3g. Anche se è molto confuso il tariffario e la funzionalità. Dicono che è gratis ma dipende (da che? bho!). E lo puoi usare solo per acquistare i libri su Amazon. Onestamente mi pare una cazzata.

Un eReader retroilluminato ha senso come un semaforo ad una rotatoria...


Ergo, stessa ottima tecnologia, stessa grandezza (il Kindle è uno sputo più grande ma il monitor è identico al Kobo) sistemi operativi molto simili. I nerd dicono che il Koblo è un passo avanti, con un sistema leggermente migliore e che offre nerdate in stile gamification (percentuali di lettura, "livelli" raggiunti e sbloccati e tutto condivisibile a livello social).

Leggono gli stessi formati. Tranne che il Kobo, ovviamente, non si fila i formati kindle (per colpa di amazon). Ma in più al suo rivale legge .cbr e .cbz (i formati dei fumetti).

Alla fine ho scelto il Kobo Glo (che è la versione con le luci integrate... che è la vera svolta) in barba al Kindle. L'esperienza di lettura su un eReader è fantastica. Sembra sciocco da dire ma "sembra di leggere un libro vero". E per me che sono abituato a bruciarmi gli occhi leggendo sull'iPad è stata un esperienza formativa. In questi giorni che sto fregando il Kobo alla mia ragazza difficilmente poi riesco a tornare il mio dispositivo della Apple.

Inoltre sull'internet si trova quasi tutto. Sia legalmente che non.

La mia ragazza è felice, gli alberi in Amazzonia anche e il bambino cinese che ha assemblato il mio Koblo (ehm... della mia ragazza) oggi  darà da mangiare a tutta la famiglia.

So sacrifici.

RT


EDIT

Ieri mi sono ritrovato a parlare con RRobe circa il confronto Kindle vs Kobo. La prima cosa che sosteneva (a discapito anche dei nuovi prodotti amazon) era il fatto che il miglior dispositivo rimaneva il Kindle non touch ma con i tasti, perché disposti sui lati e che danno perciò la possibilità di tenere il dispositivo in una mano scorrendo le pagine con la stessa. Questo è un problema solo per chi ha già avuto un eReader "normale". Per chi, come me, si è avvicinato per la prima volta a questi device con la versione touch il problema non esiste. Io fino a ieri leggevo libri di carta che dovevo tenere con due mani e che dovevo sfogliare usandole entrambe. Per me nessun trauma. (senza togliere che la mia ragazza, quella a cui in teoria ho comprato il Kobo, le mani le ha troppe piccole per fare questo trick)

Il secondo punto verteva sulla libreria Amazon. Si, è la migliore. Ma niente mi vieta di poter attingere da essa. Infatti posso tranquillamente acquistare si Amazon e poi convertirmi i file .azw in .epub con un paio di click. In circa due minuti ho acquistato un libro su amazon.it, l'ho caricato su Calibre (programma fondamentale che trovate QUI), l'ho convertito e l'ho caricato sul Kobo (dallo stessoCalibre, che ha riconosciuto il dispositivo e ci si è sincronizzato immediatamente senza manco chiedermi niente). Semplice e indolore.

Inoltre mi sono accorto solo adesso che i Kindle non supportano i formati .epub che sono i più diffusi (e dicono anche i migliori) sull'internet. Perciò l'utente Amazon deve anche lui farsi la conversione per buona parte dei libri che trova on-line.

Concludendo il Kobo legge .epub / .cbr / .cbz (ovvero su Kindle non puoi leggere fumetti nell'unica maniera degna) in più del Kindle e con un paio di click ho comunque tutta la libreria di Amazon.

Se prima pensavo che i due prodotti fossero alla pari, ora inizio a pensare che il Kobo sia anche meglio. E a chi mi dice che dietro c'è Mondadori rispondo che nessuno vi vieta di comprarlo on-line libero da ogni vincolo con Mondadori.

lunedì 24 dicembre 2012

Lunedì Botte - Undisputed 2 e 3

Premessa: 

Una volta ho fatto vedere Undisputed a una mia ragazza.
Uno strano precedente mi ha convinto che, far vedere un film in cui due uomini si menano senza soluzione di continuità sul ring di una prigione, fosse una buona idea per impressionare una ragazza.
Lo strano precedente era un viaggio a Berlino in cui, in un raro momento di amore per la cultura alta, io e qualche mio amico, ce ne siamo andati a vedere l'opera.
L'arianna in Nasso di Strauss.
In tedesco, naturalmente.
I miei amici si sono addormentati, io, anche se avevo un posto dietro la colonna in stile Tonino Carino, ho adorato ogni secondo dello spettacolo.
Su questo precedente fondavo le mie speranze che Undisputed funzionasse con una ragazza.
Se io ero riuscito ad apprezzare l'opera, non era certo per le competenze tecniche che ho in fatto di musica lirica. Addirittura lo spettacolo era in un'altra lingua. Quindi, quello che mi aveva incantato quella sera, doveva essere stato, per forza di cose, la bellezza intrinseca del canto. La perfezione dell'Ariadne auf Naxos, mi colpiva nella versione più primitiva di comprensione della meraviglia artistica. Non la capivo, ma la amavo.
Secondo i miei piani Undisputed avrebbe dovuto avere lo stesso effetto su Giulia (dietro uno dei nomi più comuni della mia generazione, si nasconde l'identità della sfortunata).
Lo so, sarebbe bello dirvi che i calci di Michael J. White e Scott Adkins hanno convinto Giulia che il puro gesto atletico ha lo stesso valore del perfetto gorgheggio di un tenore. Ma il mondo è un brutto posto e il mio esperimento sociologico ha deragliato a minuto 35. Giulia non saprà mai come finiranno le avventure del Best Fighter in the World, ma voi sì, voi che seguite il Lunedì Botte, capirete tutta la poesia racchiusa in un pugno con le nocche sbucciate, la purezza di ogni calcio avvitato e di schizzo di sangue. Voi siete la nuova elite culturale. Quindi guardate Undisputed e poi.... poi dite a vostro cugino, quello con il dolcevita nero che tiene da tre anni aperto Le Anime Morte di Gogol sulla scrivania (sempre alla stessa pagina), che Adkins a Gogol gli spacca il culo quando vuole e che Undisputed è come Guernica. Con più calci.









Inizio recensione: 

La serie degli Undisputed inizia con un film diretto da Walter Hill con protagonisti Wesley Snipes e Ving Rhames (Marcelus Wallace per gli amici). Lo recensirei pure, ma il lunedì botte ha come suo centro il menare e, per quanto sia un bellissimo film, se le danno troppo poco per giustificare la sua annessione alla rubrica.

Gli altri due sono un'altra storia. Una storia che poggia le sue fondamenta, su solide basi di calci impossibili e trame altrettanto fantastiche (nel senso di: CHECCOSA?!).

Il secondo film della serie ha come protagonista Michael Jai White, che è il tipino tranquillo che potete vedere qui sotto in una clip presa da un'altro suo magnifico film, Bone and Blood.


Mi sono sempre stupito che riuscisse a muoversi con tutti quei muscoli addosso, ma poi fa l'impossibile e, non solo si muove, ma riesce a essere anche estremamente agile ed elegante. Sulla sua pagina potete trovare tutte le discipline di arti marziali in cui è specializzato e iniziare a temere di incontrarlo un giorno e, chessò, rovesciargli addosso il caffè.

In Undisputed 2, Michael interpreta un borioso campione di boxe, in viaggio per la Russia per girare degli orrendi spot pubblicitari. Verrà incastrato dalla polizia locale, che lo vuole costringere a lottare contro il campione della prigione: Yuri Boika, al secolo Scott Adkins, al secolo Best Fighter in the World. Per capirci quest'uomo è in grado di fare cosine così:


L'incontro tra i due fa esplodere le sinapsi di ogni uomo sanamente educato a pane e botte. Tutto è epico ed esagerato. Come l'uomo che insegna a Michael a usare i calci oltre ai pugni... che sta in sedia a rotelle. Immenso!
Adkins poi, dimostra che le leggi della fisica, non sono poi così rigide, e mette a segno colpi che pure in Mortal Kombat ci pensano su parecchio prima di decidere se sono plausibili.

L'arbitro improvvisamente comprende la sua profonda inutilità in uno scontro senza regole.

Il film è un film di cassetta, basso budget e nessuna velleità artistica, ma non è certo per guardare i tagli di luce e infinite carrellate senza stacchi che vi consiglio Undisputed 2. E' perché è uno dei film più maschi della storia, girato mettendo la telecamera dove deve stare, senza quei montaggi a centoventi all'ora che non ti fanno capire una beneamata.

Sembra sia il punto più alto raggiunto dal genere action dopo che Van Damme ha deciso di essere un attore vero.

Poi arriva il seguito, e il cinema di arti marziali trema, Adkins è il nuovo messia.

Protagonista il cattivo. Yuri Booooika, best fighter in the world.  Questa volta gli scontri sono organizzati in un grande torneo fra campioni dei carceri, in palio la libertà per il vincitore. Yuri, nello scontro finale del secondo film, si è beccato una frattura alla gamba e ora pulisce le fogne nella prigione dove tutti lo isannavano. Ma potete stare tranquilli. Nell'arco di dieci minuti si ta
Il redemption nel titolo è totalmente fuorviante, Yuri è il cagnaccio cattivo che abbiamo imparato ad amare, dall'inizio alla fine. Un personaggio negativo con il carisma di un Ivan Drago... ma un film su la rivincita morale di Ivan Drago?

Comunque c'è poco da dire su Undisputed 3 Redemption, a parte che, come dicevo nella premessa, è un film che regala, a livello viscerale, sensazioni simili a un opera d'arte (di menare).
Prima della domanda di rito vi lascio VEDERE quel che avrei difficoltà a spiegare e, se ancora non vi siete convinti a vedere Yuri dare calci volanti... allora forse vi meritate l'Opera. L'Opera e basta.















Ah, un'ultima cosa, se avete dubbi sul regista... sappiate che è quello a un metro da terra nella prossima foto. Isaac Florentine.


Domandone di rito: Potrebbe, Long Wei, interpretare il ruolo di protagonista nel film?
Vi avrei risposto che sia Chambers (Michael Jai White) che Boyka (Adkins) sono uomini un po' troppo maturi e cattivi per il nostro eroe di chinatown. Poi ho pensato alla faccia di Scott Adkins senza trucco...

Prima e...

...dopo la cura
...il cinema è davvero un mondo magico.

Undisputed II - Last man standing
Di: Isaac Florentine
Con: Michael Jai White e Scott Adkins
USA 2007

Undisputed III - Redemption
Di: Isaac Florentine
Con: Scott Adkins e Yuri Boyka
USA 2010


MM  


sabato 22 dicembre 2012

Speciale di Natale: Film Natalizi



Un anno fa, quando scrivevo più assiduamente su questo blog, mi ero ripromesso di fare diversi post sul periodo natalizio e tutto ciò che lo caratterizza. A leggere gli aggiornamenti di feisbùc di molti amici, mi pare di essere uno dei pochi che ama 'sto periodo, con le sue lucine colorate, gli addobbi, le luminarie per strada e un amorevole sindrome di consumismo che ci prende tutti.
Comunque, non è veramente natale se non si fa una tombolata. Ma la Tombola è poco nerd. Andiamo oltre.

Non è veramente natale senza alcuni film che hanno segnato quelli della mia generazione. Pomeriggi sonnolenti a casa dei parenti a vedere mostriciattoli che è meglio non nutrire dopo la mezza notte o bambini lasciati a casa alle prese con dei ladri imbranati. Poi cresci e ti accorgi che John McClane e Martin Riggs ammazzano i cattivi sempre a Natale e allora capisci che c'è veramente qualcosa di magico in questo periodo!

La lista è il frutto di una selezione, del tutto personale, di quei film che hanno segnato i miei natali passati e formato l'uomo che sono oggi.
La breve lista contiene solo titoli che ho visto quando ero piccolo. Magari farò un altro post con i mie film natalizi preferiti da quando sono cresciuto. Anche se da grande, nonostante noi nerd rimaniamo sempre dei bambini, quel cinema perde molto del suo fascino e della sua magia.

Se volete giocare con noi diteci queli sono le vostre personali liste.
Basta che non ci mettete Miracolo sulla 34a strada... io odio quel film. Si, anche l'originale.


                                       La vita è meravigliosa
Frank Capra, 1946.
Lo metto per primo perché più di ogni altro film incarna tutto ciò che è o dovrebbe essere il Natale.
George Bailey (Stewart) decide di togliersi la vita ma viene fermato dall'apparizione del suo angelo custode che gli mostra come sarebbe il mondo se lui non fosse esistito. Le visioni lo portano a capire l'importanza della sua esistenza e di quanto la vita sia, nel bene o nel male, una cosa meravigliosa.
Capra, maestro assoluto dell' happy ending, firma un capolavoro del cinema americano e del genere sentimentale. Lacrime come piovessero!


La vera storia di Babbo Natale

Jeannot Swarc. 1985
Scelta comandata da un sentimentalismo del tutto personale.
Le origini di Babbo Natale e un'avventura nel mondo moderno che vedrà Santa Claus impegnato a dover salvare uno dei suoi elfi che si troverà impigliato nelle reti di una società moderna e capitalista.
Una prima parte sognate e deliziosa rovinata dalla seconda. Un film che da bambino ho adorato e che non riesco a criticare veramente. La vera magia del cinema ha il suo effetto più grande negli occhi di un bambino!



Gremlins

Joe Dante, 1984
Come non metterlo nella lista?
Rand Peltzer compra come regalo di natale per il figlio un simpatico animaletto, un Mogwai. Ci sono tre regole: niente luce forte, niente acqua e assolutamente niente cibo dopo la mezzanotte. Inutile dire che queste regole verranno infrante tutte e si scatenerà il panico nella tranquilla cittadina.
Un vero gioiello , alla regia un maestro, alla sceneggiatura Columbus (altro maestro di cinema natalizio) e la produzione di San Sbielberg. A 27 anni di distanza ancora diverte!


Mamma ho perso l'aereo

Chris Columbus, 1990
Macaulay Culkin l'ho sempre odiato, ma questo film è un caposaldo!
Il piccolo McCallister viene dimenticato a casa dalla sua famiglia in partenza per le vacanze natalizie. Due topi d'appartamento cercano di intrufolarsi nella casa per fare razzia. Incontreranno la geniale contrapposizione del piccolo Kevin.
Un successo inaspettato ma del tutto giustificato dalla maestria di Columbus e da una sceneggiatura divertente che omaggia i cartoon e che ha la forza nella componente slapstick. Ha un seguito ("Mi sono smarrito a New York) che trovo personalmente divertente al pari del primo.


SOS Fantasmi

Richard Donner, 1988
Uno dei registi che in quegli anni mi ha fatto sognare di più, uno dei migliori attori comici di sempre e la trama dickensiana di Canto di Natale, rivisitata in chiave contemporanea. Un cocktail che ha reso questo film un capisaldo del cinema natalizio. Il titolo S.O.S. Fantasmi è una ruffianata tutta italiana per attirare i fan di Gosthbusters - acchiappafantasmi, vista la presenza di Bill Murray.




Una poltrona per due

John Landis, 1983
I fratelli Duke, proprietari di una genzia di finanza a Filadelfia, decidono con una scommessa di sostiutuire un loro dipendente (Aykroyd) con un barbone (Murphy) scambiando di fatto le loro vite.
Un regista che in quegli anni non sbagliava nulla, dirige un film con tocco leggero e dalla grande comicità. Murphy era il re di Hollywood e Aykroyd già un mito!




E che fine hanno fatto vari Die Hard 1 e 2, tutti gli Arma Letale e L'ultimo Boy Scout che, svolgendosi durante il periodo natalizio, possono essere inseriti in questa lista? Non so perchè, forse colpa del palinsesto televisivo o di semplici coincidenze, sono film che non ho mai visto a Natale e che perciò non lego a quel periodo. Ed essendo una lista dettata tutta dal sentimento non ce li ho messi.

E adesso lascio a voi dirci le vostre personali liste!

RT

Pink Friday - Notting Hill

Stefano Simeone , l'autore delle illustrazioni per il venerdì in rosa è il mio coinquilino e uno dei disegnatori più sensibili che conosca... quando disegna. Nella vita di tutti i giorni lo chiamiamo "Il Bestia".



Eccoci arrivati al primo incontro con il venerdì in rosa, di sabato, una settimana dopo. Scusate, problemi tecnici.
Avete scaldato il ciobar? Vi siete ricordate la confezione di gallette dietetiche per quell'amica vostra che sta perennemente a dieta? Voi e le vostre amichette avete indossato quei pigiamoni sformati che nascondete tanto bene alla vista dei vostri ragazzi (almeno per il primo mese di frequentazione)?
Bene siete pronte per Julia e Hugh, indossate le vostre mashere da vista e diamo inizio al Pink Friday.


La storia la conoscono tutti, anche il tipo con la Harley Davidson e i baffi a manubrio che vi guarda storto in un bar malfamato. Hugh ha una libreria di viaggi a Notting Hill, è carino, ma molto impacciato. Julia invece è una strafamosa attrice di Hollywood. I due si incontrano e scatta l'improbabile colpo di fulmine.

La cosa che mi è sempre piaciuta del film è che viene capovolta l'abituale prospettiva della donna alla ricerca dell'amore dell'uomo. Hugh è decisamente la femmina della coppia.

Come vedere Notting Hill senza perdere troppi punti mascolinità

Noi maschietti possiamo vedere Notting Hill senza vergognarci. Per farlo basta adottare una tattica ninja conosciuta con il nome de: Lo Scozzese.
La spiego tramite un dialogo, riportato direttamente da quegli anni.

-L'hai visto Notting Hill?
-Ma che quello con Hugh Grant?
-No, ma che! Quello in cui ci sta la Roberts che pare che fa vedere il culo.
- Mica vero sai, non lo fa vedere.
-Allora l'hai visto!
-Sì, sai mia sorella con le amiche, non è male sai, ci sta sto personaggio del coinquilino che è un tajo!


Quel mio amico mi aveva consegnato la chiave di volta. Da allora, la difesa dietro cui barricare la mia segreta passione per il film, era solida e ben difendibile...

- Non sai quanto è DIVERTENTE Notting Hill. Ci sta sto Spike, che è praticamente il protagonista, che fa delle battute che levate!

E potete anche nascondere la lacrimuccia da metrosexual che vi spunta fuori alla dichiarazione finale,  quella in cui lei dice che è solo una ragazza che sta davanti a un ragazzo e le chiede di amarla. Potete nasconderla ridendo fragorosamente pochi minuti dopo al "Cazzone avariato" di Spike.
Non sarete proprio maschi alla Clint Eastwood, ma arrivate almeno alla mascolinità di, chessò...
Di Heman!
Che visti i suoi bicipiti scolpiti, vaglielo a dire che ha la camicia rosa!

Comunque tornando a Notting Hill, la verità è che effettivamente il film riesce a dosare gli elementi di commedia e romanticismo in un mix letale, bilanciato a livello alchemico. Strappa il sorriso un momento prima di farti avere un tuffo al cuore.  Perché il maschio scafato del nuovo secolo, sa quando ridere e quando emozionarsi, e quando fingere di emozionarsi per scoprire di che colore ha il reggiseno laragazza che gli sta al fianco.
E ammettiamolo sinceramente che, quando lei bacia lui, così dal nulla, senza avvisaglie, davanti alla porta blu di casa di Hugh, tutti diventiamo degli inguaribili romanticoni.

Le tre cose che amo di più del film

  1. La storia delle albicocche nel miele, che poi alla fine sanno di miele
  2. Il fatto che Hugh offra costantemente una tazza di tè a Julia in risposta ad ogni problema.
  3. La battuta su James Bond, durante la corsa finale per riprendersi Julia.

Extra l'amore è una cosa per ricchi


Come molte altre commedie romantiche, Notting Hill, mette in pratica un assioma sempre valido quando si tratta di amore. Dell'amore fra poveri non gliene frega nulla a nessuno. Hugh infatti dovrebbe essere povero, non si può permettere un cappuccino intero, ma vive a Notting Hill, porta Julia a mangiare in posti ultrachic e gli amici di Hugh, che dovrebbero essere una banda di falliti, vivono in modeste case come questa...

Oooh... poveri tesori. Hanno UN SOLO camino!

Tutto e bene quel che finisce tutto

 Una mia ex mi ha insegnato una cosa interessante sulla psicologia femminile. Le donne vogliono sapere tutto. Quando finisce il film, vogliono le scene del matrimonio, il video della luna di miele, le foto dei figli, il filmino del battesimo dei nipoti. Notting Hill, le accontenta alla grande e infila in coda una scena bellissima sul red carpet con Hugh magistralmente intimidito e a disagio.
Hugh devo ringraziarti.
Mi hai insegnato molto.

MM

Il prossimo venerdì inizio a barare, invece di Se scappi ti sposo ci vediamo Moulin Rouge, che unisce le cose più odiose del cinema: il musicol e Nicole Kidman che muore.

giovedì 20 dicembre 2012

Pain & Gain


Oggi ho mancato l'anterprima di The Master, perché sono un cretino e ho capito le 22:30 invece delle 10:30. Mi spiace, ma forse non era proprio destino. Mi rifaccio con questo.

 
Una storia vera.
Culturisti.
The Rock.
Mark, sempre più figo, Wahlberg.
Michael Bay dream project.

E mo dite qualcosa.
Anzi no, famo che non voglio sentire nulla.

MM

mercoledì 19 dicembre 2012

The Master aka l'eccezione



Premessa: sono rimasto senza internet per un po'  (per la precisione me l'hanno proprio staccato)  e non ho potuto postare nessun pezzo, nè far partire la rubrica di romantiche smancerie.
Mi sono fatto crescere la barba (quel poco che cresce) e ho odiato ogni minuto senza internet, ma tranquilli la mia sanità mentale non ne ha patito (più di tanto).

Certo, ora che però vi dico che vado a vedere The Master in anteprima, che è un film in cui: Non si menano più di tanto, non ci sono alieni nè/o zombi e in cui nessuno indossa una maschera, penserete cheil cervello me lo sono fritto eccome.
Invece no, anche io ogni tanto vedo i film "seri" (come se lo Hobbit non fosse un film serissimo).

Ho amato Sydney, Ubriaco d'amore, Magnolia e (infinitaente di più degli altri) il Petroliere. Sono anche curioso di vedere, dopo Daniel Day Lewis, come se la cava Paul Anderson alle prese con un altro attorone come Seymour Hoffman. Uno che non sembra essere proprio un tipetto facile.

Vedremo.
La critica ne sta parlando un gran bene. Certo nel trailer ci sono delle navi da guerra che non cannoneggiano la costa... artiglieria sprecata. 


MM

giovedì 13 dicembre 2012

La fantascienza torna al cinema



Al cinema c'è il grande ritorno della fantascienza e di Tom Cruise. Se non ve ne eravate resi conto date un'occhiata qui sotto:

Inizierei con Superman, che non è proprio proprio fantascienza, ma ci andiamo vicino.
Ci voglio credere. Io sono uno di quelli che ci crede sempre e comunque, anche quando escono le recensioni negative degli amici di cui ti fidi. Ti è piaciuto Expendables 2, quindi la tua sopportazione è superiore alla media.
Quindi anche se Man of Steel sembra mantenere tutti i tratti che non sopporti nel batman di Nolan... Anche se dopo il primo video (clark pescatore) speravi che nel secondo si vedesse, chessò, un paio de pugni, raggi dall'occhi o inutile impiego di superforza, sei ancora convinto che sarà un bel film. Magari non un film di Superman, ma un bel film. Decidete voi... e per favore non rompete le palle sul costume, dopo che avete accettato il Goblin di Raimi, tutto è possibile.



Secondo posto nella sala d'attesa ci sta il capitano Kirk che se la vede con Sherlock. Qui sono di parte. Il primo film di Abrahms mi ha messo addosso una voglia matta di Star Trek. Il secondo film lo aspettavo tanto. Mi spiace non si vedeano ancora i Klingon, ma per il resto sembra tutto dove deve stare.


Terzo posto in fila per il redivivo Tom, che con Oblivion, pare avere una chance di rimettersi davvero in carreggiata (ah c'è anche Jack Reacher,che c'entra poco con la fantascienza, ma lo si aspetta lo stesso tanto).

Al quarto posto il concorrente diretto di Oblivion, After Earth. Proprio nel senso che all'inizio sembra lo stesso film. Ho decisamente dei dubbi sulla deriva familiare di Will Smith, che ormai tanta ufficialmente di passare il testimone nelle mani del figlio. Sembra un misto tra Io sono leggenda e 2000 ad, il regista e Shamalacoso. Direi che è l'unico della lista che mi stupirebbe tanto se fosse un bel film.


E alla fine arriva mamma i Robottoni. Guillermo del Toro, che dopo Hellboy 2 era sparito, torna con un film di megarobot contro mostruosi alieni Godzilla e Idris Elba che fa il generale cazzuto. Scimmia totale!



Finiamo ricordando ai distratti che tra due anni esce la nuova triologia di Star Wars,,, se non è questo un ritorno in grande stile!

MM

venerdì 7 dicembre 2012

Calendario del Pink Friday [Prima Parte]

[EDIT: le mie scelte sono risultate essere troppo indipendenti e raffinate, mi sono rivolto alla mia consulente di fiducia Michela che ha approvato la nuova lista. 
In me è morta una piccola parte di uomo.]

Ok, mi dicono dalla regia che sta cosa delle rubriche su B&DV è sempre finita un pochino a minchia, quindi per darci ordine ecco la lista con relative date dei prossimi Pink Friday.
Così potete comprare le adeguate scorte di Haagen Dazs e cleenex.

Come la Bibbia, con più Hugh Gran

Venerdì 14 Dicembre

Notting Hill
Regia: Roger Mitchell
Protagonisti: Hugh Grant, Julia Roberts
Anno: 1999

Trama:
Hugh Grant e Julia Roberts plasmano gli ideali romantici di una generazione di stalker di attrici famose che vanno in giro con la spremuta d'arancia, tengono in frigo albicocche nel miele e dipingono la porta di casa di blu!








Venerdì 21 Dicembre

Se scappi ti sposo
Regia: Garry Marshall
Sceneggiatura: Josann McGibbon, Sara Parriott
Protagonisti: Julia Roberts, Richard Gere
Anno: 1999

Trama:
Giulia Roberts scappa dai matrimoni, Richard Gere è un improbabile giornalista alla ricerca di un pezzo di folklore, i due si odiano ma alla fine [FAKE SPOILER ALERT] si sposano! 



Speciale di Natale Lunedì 24 Dicembre


Love Actually
Regia: Richard Curtis
Sceneggiatura: Richard Curtis
Protagonisti: Hugh Grant e vari
Anno: 2003

Trama:
Come il nostro Vacanze di Natale, senza tette e pernacchie, con più Hugh Grant.





Venerdì 28 Dicembre

Regia: Mike Newell
Sceneggiatura: Richard Curtis  
Protagonisti:  Hugh Grant, Andie MacDowell
Anno:1994

Trama:
Magari è un po' troppo indie, ma mi dicono che se ci sono Andy MacDowell e Hugh Grant il film vale comunque. Ah e poi c'è la dichiarazione sotto la pioggia!





Venerdì 4 Gennaio

Se solo fosse vero
Regia: Mark Waters
Sceneggiatura: Peter Tolan
Anno: 2005

Trama:
Lui fa l'architetto, lei è morta. Nessuno usa la creta, ma qualcuno tra regista e sceneggiatore deve aver sentito parlare di Ghost. Mi avevano detto che Reese Withespoon ci doveva stà.






Venerdì 11 Gennaio


French Kiss
Regia: Lawrence Kasdan
Sceneggiatura: Adam Brooks
Protagonisti: Meg Ryan, Kevin Kline
Anno: 1995
Trama:
La Francia, i baffi di Kevin Kline, i jeans di Meg Ryan prepotentemente anni 90... la regia di Kasdan?!







Il Diario di Bridget Jones


Il diario di Bridget Jones
Regia: Sharon Maguire
Sceneggiatura: Helen Fielding
Protagonisti: Renée Zellweger, Colin Firth and Hugh Grant
Anno: 2001


Trama:
La rivincita dei mutandoni. Il ritorno di Hugh.







 Continua...


MM

giovedì 6 dicembre 2012

Pink Friday [istruzioni per l'uso]



Come avrete notato dai millemila post pubblicati sul mio blog, abbiamo varato con la banda di Long Wei il Lunedì Botte. Ultimamente però, mi si è fatto notare come il mio blog stia diventando gentil-sesso-repellente. Nello stesso periodo al supermercato mi sono emozionato quando ho visto che vendono le confezioni di tortellini in monoporzioni. Il mio entusiasmo è stato incontenibile, ma ha seguito subito una fase depressiva in cui mi rendevo conto che il prossimo passo sarebbe stato andare al ristorante cinese e chiedere un tavolo per uno, o pubblicare foto di gattini.
Sono single, nel senso che non ho una donna ufficiale e fissa da un pochino. Forse un po' troppo. Ora che ci penso è forse il periodo più lungo della mia vita in cui non ho una relazione stabile.
In questi periodi mi piace fare una cosa divertentissima, che poi è l'equivalente filmico far battere la lingua dove il dente duole, che è vedere vagonate di commedie romantiche. Sono un po' un feticista, ne vedo in misura quasi pari ai film di menare che tanto piacciono anche ai miei lettori abituali.

Perciò ho pensato che, per arginare la mia aurea nerd che sta repellendo il genere femminile tutto, avrei potuto dedicare un giorno della settimana del blog all'ammore e alla commedia. Quando non ospiterò la settimana del lunedì botte, quindi, sarà la volta dei Pink Friday. In cui si darà sfogo alla nostra parte femminile e dei cuoricini e... basta che già ho voglia di rivedere Commando.

Iniziamo il prossimo lunedì con Rambo Notting Hill.

Ah, parlo al plurale perchè il mio amico e coinquilino, (non compagno di vita, eh) che è un tipo sensibile come me, parteciperà con delle illustrazioni a tema, in rosa, il suo colore preferito (e non scherzo).
Nel caso ve lo siate fatto sfuggire, vi consiglio vivamente di recuperare il suo volume edito per Tunué, per ordinarlo basta SEMPLICEMENTE CLICCARE QUI.

Mi sembra tutto, se non avete capito qualcosa scrivete a Hugh Grant. Lui, di prostituzione film romantici ne sa a pacchi.

MM


lunedì 3 dicembre 2012

Lunedì Botte - The Raid


Premessa
Diego, nella recensione precedente, ha commentato anche tecnicamente le botte che dà Ip Man. Perché è uno che le arti marziali le conosce e le pratica. Io ho fatto una sola lezione di karate a sei anni e me ne sono andato via incazzato; nella pubblicità del corso c'era un tizio che rompeva un blocchetto di cemento a testate. Durante il corso però, non mi hanno fatto rompere proprio nulla. Se questa non è pubblicità fuorviante allora gli occhiali a raggi-x pubblicizzati nei fumetti funzionano! (non funzionano, neanche al secondo paio acquistato pensando che il primo fosse rotto) (Neanche al terzo acquisto si vede niente sotto la maglietta di Giulia Tremotini, la mia cotta alle elementari)
Comunque la premessa, anche se sì è sbrodolata come al solito, è per dire che di arti marziali ne so poco quindi non mi addentrerò in tecnicismi. D'altra parte sono cresciuto a pane e film d'azione e, quando ne vedo uno buono, (uno eccezionale in questo caso) lo so riconoscere.
Ma bando alle ciance, siamo qui per le mazzate.

Fine premessa, inizio recensione.

Se Diego si lamentava che in Ip Man effettivamente ci si menasse poco, con The Raid non correte certo quel rischio. La storia è semplice e lineare. Un gruppo swat indonesiano, entra in un palazzo in cui ha la sua base un pericoloso Boss Criminale. Lo scopo dei buoni è prendere il Boss che abita all'ultimo piano. Lo scopo del cattivo è non far uscire vivi i poliziotti dal suo regno di terrore. Potrebbe sembrare la trama dell'ultimo combattimento di Chen, uno scontro a piano e poi su verso lo scontro finale. Il fatto però è che The Raid anche se inzeppato a non finire di arti marziali, è più un film d'azione (lo so, sto barando). Infatti la swat riesce a salire sei piani prima di essere decimata dai criminali che compongono la maggior parte degli affittuari del palazzo. Dal bagno di sangue, viene fuori la personalità di Rama, il pivellino del gruppo che, guarda caso, è anche una macchina per uccidere. Quello che tutti all'inizio trattano come il bimbo scemo della cumpa, diventa l'unica ancora di salvezza per il gruppo decimato di poliziotti.

Rama, il protagonista della storia è interpretato da Iko Uwais.

 

Uno con la faccia da pirla così.




Che poi ti fa cose del genere.


Ha il classico aspetto del brutto anatroccolo, ma quando inizia a combattere diventa un cigno. Il cigno più temibile che la storia dei cigni ricordi. La verità è che i puristi dei film di Kung Fu lo troveranno sgraziato e arruffone, ma Iko è perfetto per la parte. Il suo personaggio, Rama, combatte per salvarsi la pelle, i suoi nemici non hanno nomi e costumi strani, non cercano uno scontro alla pari, non lasciano spazio alla sportività. Se dalla clip non lo aveste notato The Raid è un film cupo e duro e parte del merito va anche allo stile di lotta convulso e disperato che usa per salvarsi la vita Uwais. Uno stile a base di Pencak Silat l'arte marziale indonesiana che unisce tecniche cinesi a quelle indiane. Oh, ameno dicono così i siti che ho trovato sparsi per il web... vi avevo avvertito che non ero un esperto. neanche un poco.

Il motivo per cui The Raid si è fatto largo a spallate per svariati festival cinematografici, ed è arrivato a ricevere premi a Toronto, a Dublino e a entrare nella selezione del Sundance, è la direzione di Gareth Evans. Ebbene sì, lo avete beccato, Gareth, con quel nome lì, non è indonesiano come tutti gli altri nel film. E' nato nel Regno Unito, un gallese doc che, invece di mettersi a girare commediole d'ammore è partito alla ricerca di paesi in cui le legislazioni sugli infortuni sul lavoro, fossero peggio delle nostre sulla corruzione. L'indonesia lo ha accolto a braccia aperte e lui di braccia sospetto ne abbia rotte parecchie nel film.
Gli stunt di The Raid sono clamorosi, se le danno come a fabbri, cadono e si rialzano con facce agonizzanti, tanto realistiche che, il dubbio che si siano fatti male sul serio, sorge spontaneo.
Ma il buon Evan non ha solo il merito di fregarsene della salute fisica dei suoi attori, è anche uno che sa sempre dove piazzare la camera, che non si perde mai un controcampo, che non scavalla neanche se lo minacci con una pistola alla tempia. Sa creare l'ordine dal caos del Pencak Silat e lo fa con carrellate e inquadrature dall'alto che a Hollywood dovrebbero iniziare a vergognarsi. Tipo subito.
The Raid non è solo un film di botte e action di altissimo livello (forse il più alto), ma è anche un film che stilisticamente fa mangiare la polvere a tante pellicole con protagonista gente con le camice a scacchi gli occhiali di corno e l'infanzia difficile, in cui dopo due ore di film ancora non è successo nulla (ogni riferimento a tutti i film del Sundance è puramente voluto casuale). 

Potrei stare ore a parlare di un film che ho visto come minimo dieci volte, negli ultimi dieci giorni, ma voi avete tutti di meglio da fare... ad esempio vedere The Raid, se ancora non lo avete fatto.
Quindi vi saluto qui, prima di rovinarvi il colpo di scena del film (pure i colpi di scena c'ha!).
Vi lascio con la domanda di rito di questa rubrica: 
The Raid è un film che avrebbe potuto interpretare Long Wei?
Ha la faccia giusta da sbarbatello che ha anche Iko Uwais, ma il suo Kung Fu è forse troppo elegante e raffinato. Detto ciò, se riuscite ad aspettare fino al numero 9 della serie in uscita per l'aurea a febbraio, potreste avere delle sorprese. Qualcuno potrebbe aver pensato a un posto dove ambientare The Raid in Italia, qualcuno che a novembre potrebbe aver rivisto The Raid almeno un altro centinaio di volte.

The Raid
di Gareth Evans
Con Iko Uwais, Joe Taslim, Yayan Ruhian e Verdi Solaiman
Titolo originale Serbuan Maut
101 min
Giacarta 2011.

Se lo cerchi, da Bloodbuster ce l'hanno!

Il prossimo appuntamento con Lunedì Botte è tra una settimana sul blog: http://ilbloggodeglisgrittori.blogspot.it/ 

MM