lunedì 3 dicembre 2012

Lunedì Botte - The Raid


Premessa
Diego, nella recensione precedente, ha commentato anche tecnicamente le botte che dà Ip Man. Perché è uno che le arti marziali le conosce e le pratica. Io ho fatto una sola lezione di karate a sei anni e me ne sono andato via incazzato; nella pubblicità del corso c'era un tizio che rompeva un blocchetto di cemento a testate. Durante il corso però, non mi hanno fatto rompere proprio nulla. Se questa non è pubblicità fuorviante allora gli occhiali a raggi-x pubblicizzati nei fumetti funzionano! (non funzionano, neanche al secondo paio acquistato pensando che il primo fosse rotto) (Neanche al terzo acquisto si vede niente sotto la maglietta di Giulia Tremotini, la mia cotta alle elementari)
Comunque la premessa, anche se sì è sbrodolata come al solito, è per dire che di arti marziali ne so poco quindi non mi addentrerò in tecnicismi. D'altra parte sono cresciuto a pane e film d'azione e, quando ne vedo uno buono, (uno eccezionale in questo caso) lo so riconoscere.
Ma bando alle ciance, siamo qui per le mazzate.

Fine premessa, inizio recensione.

Se Diego si lamentava che in Ip Man effettivamente ci si menasse poco, con The Raid non correte certo quel rischio. La storia è semplice e lineare. Un gruppo swat indonesiano, entra in un palazzo in cui ha la sua base un pericoloso Boss Criminale. Lo scopo dei buoni è prendere il Boss che abita all'ultimo piano. Lo scopo del cattivo è non far uscire vivi i poliziotti dal suo regno di terrore. Potrebbe sembrare la trama dell'ultimo combattimento di Chen, uno scontro a piano e poi su verso lo scontro finale. Il fatto però è che The Raid anche se inzeppato a non finire di arti marziali, è più un film d'azione (lo so, sto barando). Infatti la swat riesce a salire sei piani prima di essere decimata dai criminali che compongono la maggior parte degli affittuari del palazzo. Dal bagno di sangue, viene fuori la personalità di Rama, il pivellino del gruppo che, guarda caso, è anche una macchina per uccidere. Quello che tutti all'inizio trattano come il bimbo scemo della cumpa, diventa l'unica ancora di salvezza per il gruppo decimato di poliziotti.

Rama, il protagonista della storia è interpretato da Iko Uwais.

 

Uno con la faccia da pirla così.




Che poi ti fa cose del genere.


Ha il classico aspetto del brutto anatroccolo, ma quando inizia a combattere diventa un cigno. Il cigno più temibile che la storia dei cigni ricordi. La verità è che i puristi dei film di Kung Fu lo troveranno sgraziato e arruffone, ma Iko è perfetto per la parte. Il suo personaggio, Rama, combatte per salvarsi la pelle, i suoi nemici non hanno nomi e costumi strani, non cercano uno scontro alla pari, non lasciano spazio alla sportività. Se dalla clip non lo aveste notato The Raid è un film cupo e duro e parte del merito va anche allo stile di lotta convulso e disperato che usa per salvarsi la vita Uwais. Uno stile a base di Pencak Silat l'arte marziale indonesiana che unisce tecniche cinesi a quelle indiane. Oh, ameno dicono così i siti che ho trovato sparsi per il web... vi avevo avvertito che non ero un esperto. neanche un poco.

Il motivo per cui The Raid si è fatto largo a spallate per svariati festival cinematografici, ed è arrivato a ricevere premi a Toronto, a Dublino e a entrare nella selezione del Sundance, è la direzione di Gareth Evans. Ebbene sì, lo avete beccato, Gareth, con quel nome lì, non è indonesiano come tutti gli altri nel film. E' nato nel Regno Unito, un gallese doc che, invece di mettersi a girare commediole d'ammore è partito alla ricerca di paesi in cui le legislazioni sugli infortuni sul lavoro, fossero peggio delle nostre sulla corruzione. L'indonesia lo ha accolto a braccia aperte e lui di braccia sospetto ne abbia rotte parecchie nel film.
Gli stunt di The Raid sono clamorosi, se le danno come a fabbri, cadono e si rialzano con facce agonizzanti, tanto realistiche che, il dubbio che si siano fatti male sul serio, sorge spontaneo.
Ma il buon Evan non ha solo il merito di fregarsene della salute fisica dei suoi attori, è anche uno che sa sempre dove piazzare la camera, che non si perde mai un controcampo, che non scavalla neanche se lo minacci con una pistola alla tempia. Sa creare l'ordine dal caos del Pencak Silat e lo fa con carrellate e inquadrature dall'alto che a Hollywood dovrebbero iniziare a vergognarsi. Tipo subito.
The Raid non è solo un film di botte e action di altissimo livello (forse il più alto), ma è anche un film che stilisticamente fa mangiare la polvere a tante pellicole con protagonista gente con le camice a scacchi gli occhiali di corno e l'infanzia difficile, in cui dopo due ore di film ancora non è successo nulla (ogni riferimento a tutti i film del Sundance è puramente voluto casuale). 

Potrei stare ore a parlare di un film che ho visto come minimo dieci volte, negli ultimi dieci giorni, ma voi avete tutti di meglio da fare... ad esempio vedere The Raid, se ancora non lo avete fatto.
Quindi vi saluto qui, prima di rovinarvi il colpo di scena del film (pure i colpi di scena c'ha!).
Vi lascio con la domanda di rito di questa rubrica: 
The Raid è un film che avrebbe potuto interpretare Long Wei?
Ha la faccia giusta da sbarbatello che ha anche Iko Uwais, ma il suo Kung Fu è forse troppo elegante e raffinato. Detto ciò, se riuscite ad aspettare fino al numero 9 della serie in uscita per l'aurea a febbraio, potreste avere delle sorprese. Qualcuno potrebbe aver pensato a un posto dove ambientare The Raid in Italia, qualcuno che a novembre potrebbe aver rivisto The Raid almeno un altro centinaio di volte.

The Raid
di Gareth Evans
Con Iko Uwais, Joe Taslim, Yayan Ruhian e Verdi Solaiman
Titolo originale Serbuan Maut
101 min
Giacarta 2011.

Se lo cerchi, da Bloodbuster ce l'hanno!

Il prossimo appuntamento con Lunedì Botte è tra una settimana sul blog: http://ilbloggodeglisgrittori.blogspot.it/ 

MM





1 commento:

  1. Anch'io non sono un esperto, ma credo che l'aiutare l'avversario ad alzarsi da terra in modo da permettergli un colpo basso sia una cortesia esclusiva delle arti marziali indonesiane.

    Detto ciò, bellissimo film (grazie a tutti per l'iniziativa) e bellissima recensione. Andrebbe aggiunta qualche maiuscola e aggiustata qualche parola, ma sei sempre un mito.

    Attendo con ansia I Randagi e Long Wei 9. ;)

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